Tubercolosi (TBC): Inquadramento Epidemiologico e Clinico

La tubercolosi rappresenta un rischio riemergente e un grave problema di sanità pubblica. Analisi dei dati OMS, epidemiologia in Italia e impatto della sorveglianza sanitaria.


Premessa

La tubercolosi (TB) rappresenta un rischio riemergente, ed è stato indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come grave problema di sanità pubblica a livello mondiale già dal 1993.

Ogni anno si registrano nel mondo più di 9 milioni di nuovi casi e 2 milioni di decessi e, secondo stime dell’OMS, si manifestano oltre 400.000 casi di tubercolosi multiresistente. È stato stimato che circa un terzo della popolazione mondiale ospiti il Micobatterio tubercolare allo stato di latenza:

Infezione Tubercolare Latente (ITBL): Un soggetto con ITBL è colui che è venuto a contatto con il bacillo ma, grazie ad un’efficiente risposta immunitaria, non ha sviluppato la malattia; è asintomatico e non contagioso.

Nei soggetti immuno-competenti con ITBL il rischio di sviluppare una malattia attiva è circa il 10% nel corso dell’intera vita, evenienza che nella metà dei casi si verifica nei primi 2-5 anni dall’esposizione/infezione.


Epidemiologia e Dati Globali

Dai 53 Paesi della Regione Europea dell’OMS sono stati segnalati, nel 2010, poco più di 300.000 nuovi casi di TBC, a fronte di 418.000 casi stimati. La maggior parte di questi provengono dai 18 Paesi cosiddetti “ad alta priorità” localizzati nell’area orientale e centrale della Regione.

La situazione in Italia

In Italia, l’incidenza di TB negli ultimi anni è stata inferiore a 10 casi di malattia/100.000 abitanti, soglia entro la quale un Paese è definito dall’OMS come “a bassa incidenza”.


Il Rischio Occupazionale per gli Operatori Sanitari

Tra i soggetti più a rischio di contrarre la tubercolosi figurano gli operatori sanitari. Diversi studi hanno riportato eccessi di incidenza e prevalenza di infezioni tubercolari latenti (ITBL) e TB in questa categoria.

In ambiente sanitario l’esposizione ad agenti biologici rappresenta uno dei principali fattori di rischio occupazionale. Gli operatori entrano in contatto con:

  • Soggetti affetti da malattie causate da agenti patogeni trasmissibili.
  • Materiali potenzialmente contaminati.

È fondamentale ricordare che l’operatore sanitario può contrarre una malattia contagiosa anche al di fuori del luogo di lavoro, diventando a sua volta fonte di contagio per i colleghi e per i pazienti (spesso più suscettibili a causa di patologie concomitanti).


Definizione Clinica e Trasmissione

La tubercolosi (in sigla TBC) è una malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri, soprattutto dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche bacillo di Koch.

Trasmissione e Progressione

  • Via di trasmissione: Aerea, attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse secca.
  • Organi colpiti: Solitamente i polmoni (TB polmonare), ma può colpire anche altre parti del corpo (TB extrapolmonare).
  • Esito: La maggior parte delle infezioni è asintomatica (latente). Circa 1/10 delle infezioni latenti progredisce in malattia attiva che, se non trattata, uccide più del 50% delle persone infette.

Sintomi Classici

  1. Tosse cronica con espettorato striato di sangue.
  2. Febbre (di rado elevata).
  3. Sudorazione notturna.
  4. Perdita di peso.

Diagnosi e Prevenzione

La diagnosi si basa su un approccio multidisciplinare:

  • Imaging: Esame radiologico (radiografia del torace).
  • Test cutanei/ematici: Test alla tubercolina (Mantoux) ed esami del sangue (IGRA).
  • Microbiologia: Esame microscopico e coltura microbiologica dei fluidi corporei.

Trattamento: Può richiedere l’assunzione di antibiotici multipli per periodi prolungati. La resistenza agli antibiotici è un problema crescente.

Prevenzione: Si basa su programmi di screening e di vaccinazione con il bacillo di Calmette-Guérin (BCG).


Algoritmo Decisionale per il Rischio TBC: Tool online


Bibliografia e Riferimenti

Riferimento Documentale: Accordo Conferenza Stato-Regioni 7 febbraio 2013 - Ministero della Salute, Direzione Generale della Prevenzione.