2. Misure di Controllo della Trasmissione della Tubercolosi
Il controllo della trasmissione del Mycobacterium tuberculosis nelle strutture sanitarie rappresenta una sfida complessa che richiede l’integrazione di misure amministrative, ambientali e di protezione individuale. Il protocollo del Ministero della Salute (Accordo Stato-Regioni 2013) definisce un sistema rigoroso per minimizzare il rischio di dispersione del bacillo e proteggere sia il personale che i pazienti suscettibili.
2.1 Misure Generali di Base
Per tutte le patologie aerodiffuse, il primo livello di difesa è costituito da pratiche igieniche consolidate e dalla corretta informazione:
- Igiene delle Mani e Galateo della Tosse: È mandatoria l’adesione sistematica alla corretta igiene delle mani per operatori e pazienti. Il “galateo della tosse” (coprire bocca e naso, uso di fazzoletti monouso) è la misura primaria di contenimento della fonte.
- Informazione Visiva: Devono essere predisposti cartelli esplicativi e schede informative facilmente comprensibili nei punti di accesso, nelle sale d’attesa e nei presidi sanitari per istruire sui comportamenti corretti.
- Gestione degli Spazi comuni:
- Informare sulla necessità dell’igiene delle mani nelle vicinanze delle sale di attesa degli ambulatori e fornire le risorse necessarie
- Fornitura di gel/soluzioni idroalcoliche e prodotti per il lavaggio delle mani in luoghi adeguati.
- Distribuzione di mascherine chirurgiche ai pazienti sintomatici e agli accompagnatori.
- Mantenimento di una distanza di sicurezza (almeno 1 metro) negli ambienti comuni.
Ogni istituzione sanitaria deve sviluppare politiche scritte che dettaglino le indicazioni per l’isolamento respiratorio, le figure preposte alla sua gestione e i criteri di utilizzo dei DPI.
- le indicazioni per l’attuazione dell’isolamento respiratorio.
- le persone preposte a porre le indicazioni per l’inizio e la sospensione dell’isolamento respiratorio.
- le specifiche precauzioni previste dall’isolamento respiratorio.
- le eventuali procedure di trasferimento per i pazienti che non sia possibile isolare presso l’istituzione stessa.
- le procedure da attuarsi per i pazienti che non si attengano alle indicazioni dell’isolamento respiratorio.
- i criteri per la sospensione dell’isolamento respiratorio,
- i criteri di utilizzo dei dispositivi individuali di protezione respiratoria.
2.2 Sistemi di Triage: Identificazione e Definizione di Caso
Il triage è lo strumento fondamentale per identificare i pazienti contagiosi sin dall’ingresso nella struttura.
-
Scheda di Triage: Deve obbligatoriamente contenere deve contenere almeno un campo dedicato ad eventuali sintomi e/o segni di malattia respiratoria o aerotrasmissibile.
-
Sospetto Clinico: La TB respiratoria va sospettata in ogni paziente con tosse di durata ≥ 3 settimane associata a:
-
Espettorato non purulento.
-
Perdita di peso.
-
Febbre e sudorazione notturna.
-
Anoressia, astenia e malessere generale.
-
Rischio MDR-TB: Va sempre indagata la possibilità di tubercolosi multiresistente se il paziente ha precedenti di terapia antitubercolare, contatti con casi MDR o proviene da paesi ad alta endemia per MDR.
2.3 Misure di Isolamento Respiratorio
L’alta contagiosità è presunta in pazienti con TB respiratoria e esame microscopico positivo per BAAR (Bacilli Alcool-Acido Resistenti).
Strutture non dedicate o ricoveri temporanei
I pazienti sospetti devono indossare la mascherina chirurgica e risiedere in:
- Camere singole con servizi autonomi.
- Locali adeguatamente ventilati (almeno 6 ricambi/ora).
- Ambienti con porta rigorosamente chiusa e ventilazione senza ricircolo (espulsione diretta all’esterno).
Per le strutture ambulatoriali:
- Insegnare ai pazienti ad indossare la mascherina chirurgica e ad osservare le norme che riducono la trasmissione respiratoria fuori dalla stanza di isolamento respiratorio;
- Sistemare quanto prima il paziente in una stanza per l’isolamento respiratorio, se non è disponibile, ospitarlo in una sala visite separata.
Strutture dedicate (Tisiologie, Malattie Infettive)
Sono richieste camere di isolamento a pressione negativa, specialmente per casi MDR o in presenza di pazienti immunocompromessi. Le specifiche tecniche includono:
- Pressione negativa continua: 2.5 Pa rispetto al corridoio, monitorata quotidianamente.
- Ricambi d’aria: ≥ 12 ricambi/ora per nuove costruzioni; ≥ 6 ricambi/ora per quelle esistenti.
- Filtrazione HEPA: Obbligatoria se l’aria non può essere emessa direttamente all’esterno e deve essere ricircolata.
- Sigillatura: Le stanze devono essere ben sigillate con dispositivi di chiusura automatica delle porte.
2.4 Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)
L’uso dei DPI rientra sia nelle “Precauzioni Standard” (applicate a tutti i pazienti) che nelle “Precauzioni Aggiuntive” (per casi sospetti o accertati).
Le Precauzioni Standard includono l’igiene delle mani e l’utilizzo di DPI, quali guanti, sovracamici, mascherina chirurgica, schermo facciale, maschere filtranti, che vanno indossati differentemente in base al tipo di esposizione e di rischio previsto, secondo il principio che liquidi biologici (sangue, altri materiali contaminati da sangue, secrezioni), lesioni cutanee e mucose possono contenere agenti infettivi trasmissibili.
Maschere Filtranti
Per i filtranti facciali antipolvere, la garanzia che soddisfino i requisiti essenziali di salute e sicurezza e la conseguente certificazione CE sono determinati facendo ricorso alla norma tecnica EN 149:2001, che prevede tre differenti classi di protezione ad efficienza filtrante crescente (da P1 a P3).
I dispositivi di protezione delle vie respiratorie sono classificati come terza categoria (CAT. III) e seguono la norma EN 149:2001:
- FFP2: Sufficienti per l’assistenza ordinaria a pazienti in isolamento.
- FFP3 (Efficienza 99%): Necessarie in situazioni di rischio elevato, come:
- Assistenza a pazienti con TB-MDR.
- Esecuzione di manovre che inducono la tosse (broncoscopie, aerosolterapia).
- Ambienti con ventilazione insufficiente.
È obbligatorio l’addestramento del personale all’uso corretto di tali dispositivi. L’adozione dei DPI deve essere considerata l’ultima misura dopo l’applicazione di tutte le possibili protezioni collettive.
2.5 Prevenzione della Trasmissione da Operatori e Visitatori ai Pazienti
La trasmissione dai visitatori o dagli operatori ai degenti è rara ma critica, specialmente se i pazienti sono soggetti ad alto rischio (Immunodepressi, HIV+, trapiantati, neonati, pazienti in rianimazione).
-
Per i Visitatori:
-
Informazione sulla necessità di evitare visite in presenza di sintomi (tosse, febbre, emoftoe).
-
Obbligo di mascherina e camice monouso nei reparti ad alto rischio.
-
Per gli Operatori:
-
Formazione specifica sui sintomi per l’astensione immediata dal lavoro in caso di sospetto.
-
Partecipazione ai programmi di sorveglianza sanitaria periodica.
-
Trattamento dell’infezione tubercolare latente (ITBL) quando indicato dal Medico Competente.
Bibliografia e Riferimenti
Riferimento Documentale: Accordo Conferenza Stato-Regioni 7 febbraio 2013 - Ministero della Salute, Direzione Generale della Prevenzione.
- Premessa e Valutazione del Rischio (Parte 1) – Classificazione delle strutture e analisi del DVR.
- Misure di Controllo, Isolamento e DPI (Parte 2) – Protezione tecnica e facciali filtranti FFP2/FFP3.
- Sorveglianza Sanitaria ITBL (Parte 3) – Protocolli basali e periodici per operatori e studenti.
- Vaccinazione BCG (Parte 4) – Evoluzione normativa e obbligatorietà.
- Terapia dell’Infezione Latente (Parte 5) – Gestione farmacologica dei soggetti positivi.
- Formazione e Informazione (Parte 6) – Obblighi educativi e riferimenti finali.